E' passato più di un mese dall'ultima volta che ho scritto e di cose da raccontare ce ne sarebbero, il week-end a Lione (splendida città, col fiume in mezzo, i ponti e le bici che si possono affittare per un euro a settimana), Halloween (festeggiato con la solita cena ipercalorica, un'uscita nei soliti bar e una passeggiata al cimitero che sembrava il luogo più vivo di tutta la città), le settimane di vacanza passate in casa a studiare per finta e cazzeggiare su internet per davvero.
Tuttavia i riassunti a lunga distanza mi sembrano faticosi e sempre assai poco efficaci nel rendere conto del vissuto, perciò mi limiterò a dire che nel frattempo le vacanze sono finite, i corsi ricominciati e siamo entrati nell'ultimo mese e mezzo di lezioni prima della pausa natalizia. Periodo che sarà faticoso e pieno di lavoro come si preannunciava, se non di più.
Ma stasera non mi va di parlare di scadenze, pagine da scrivere e folli viaggi in macchina verso il Portogallo a cui sono sempre più sicura di dover rinunciare, ma voglio giusto scrivere quanche riga sulle ultime uscite/attività a cui ho preso parte. Perchè per fortuna, insieme ai corsi è ricominciata anche la vita sociale, in cui mi sono gettata (nei limiti delle energie e degli impegni scolastici) con nuovo entusiasmo e voglia di approfondire le amicizie con i compagni di università.
Giovedì serata Boujolais et Pirates (il boujoulais è un vino novello il cui arrivo viene festeggiato con degustazioni in tutta la Francia, nonostante l'intero paese sembri trovarlo disgustoso). Insieme ad alcune compagne di classe ci siamo ritrovate a casa di Louise (l'ennesimo appartamente supermoderno, superfigo e super-più bello del nostro) per travestirci, truccarci e fare un primo giro di bevute (con del Lambrusco!!!). Dopo circa un'ora e mezza di preparativi siamo uscite e ci siamo dirette a Place Pie, centro (peraltro unico) della vita serale studentesca di Avignone, in cui si affacciano 3 dei già citati 5 bar in cui si va per uscire. Come previsto c'era un sacco di gente (per quanto relativamente si possa considerare "tanta" la gente ad Avignone). Abbiamo bevuto un altro bicchiere di vino, chiaccherato, parlato con gente vestita da mucca, fatto un giro inutile per arrivare alla piazza dell'orologio in cui credevamo dessero del vino gratis (avevano smetto circa 5 ore prima), assistito ad un'estemporanea improvvisazione di un trombettista sul tavolino di un bar, chiaccherato ancora e poi, verso l'una io e Rosine, spinte anche dal freddo, ce ne siamo tornate a casa.
Venerdì nulla di particolare, ho passato la giornata in casa lavorando su uno dei diecimila scritti da produrre in questo mese e la sera me ne sono rimasta a casa con Muriel, a fare i conti con la sporcizia dell'appartamento, che ci aspettava al varco da due settimane.

Ieri invece, è stata una splendida giornata. La mattina è passata tra qualche ora di studio e un'uscita per spese con Muriel (mercato ortofrutticolo, cartoleria e supermercato) che ci ha visto affrontare a testa bassa il gelido Mistral che ha ricominciato a spirare con forza sulla città.
Dopo pranzo invece, io, Clément (un compagno di corso) e sua cugina Marie, siamo andati alla residenza per studenti dove abita Rosine, per una sessione di fotografie che dovrebbero servirgli per il manifesto di un concerto che faranno teoricamente fra qualche mese. In seguito a un'idea di Rosine, abbiamo deciso di improvvisare un set nel giardino, utilizzando l'enorme quantità di foglie secche che il Mistral aveva fatto cadere dagli alberi per seppellire Clém e sua cugina. Parte dei risultati, che ho trovato abbastanza soddisfacenti, sono quelli che potete vedere qui a fianco. Nonostante abbia rubato ore preziose allo studio (che rimpiangerò amaramente tra poche settimane), ero talmente contenta mentre tornavo a casa con il mio ipod nelle orecchie e il vento che mi soffiava in faccia, che camminando ho cominciato a guardare il cielo, dondolando la testa al ritmo della musica e sorridendo; e devo essere sembrata abbastanza tra le nuvole al mio padrone di casa che mi ha salutato con il clacson mentre passava sulla strada in macchina con la sua famiglia.
Una volta rientrata non ho fatto nulla, anche perchè Dydy e Mumu mi hanno comunicato che saremmo dovuti uscire dopo due ore per andare a cena da Patrick e che prima di uscire dovevo cucinare il mio "famoso" Cake alle zucchine (insieme al couscous di verdure e alle torte salate l'unica ricetta che mi viene decentemente).
Finiti i preparativi siamo usciti tutti e tre allegramente con una borsa piena di cibarie da cuocere a casa di Patrick (l'impasto del mio cake e quello del semprecalorico e sempredelirante browinie di Andy). La serata è stata molto piacevole, dopo l'abbuffata natalizia (per quantità di cibo e per la quantità di invitati seduti alla tavola elegantemente apparecchiata di Patrick), abbiamo fatto vari giochi, fra cui una simil-imitazione di tabù che ha rivelato la competitività al limite

della follia di Muriel, che rischiva l'attacco cardiaco ad ogni manche per cercare di far indovinare più parole possibile alla sua squadra nel poco tempo a disposizione.
Insomma, grassa mangiata e grasse risate.
Verso mezzanotte gran parte della combriccola si è diretta verso una serata di beneficienza a base di salsa, Muriel è rientrata e io sono andata a fare chiusura (cioè sono rimasta meno di un'ora) al PubZ con Rosine e Velina, il bar zebrato meta di numerose fini di serata avignonesi.
Oggi domenica stile classico, lavaggio delle lenzuola (che ho asciugato mettendo il riscaldamento in camera a circa 28 gradi con conseguente effetto Caraibi), studio individuale, ulteriori due ore e mezza di lavoro di gruppo con Emilie (perchè Gael come tradizione se ne è fregato) e infine cena con Muriel.
Ed ora, dopo questo lunghissimo post, rimetto le lenzuola, preparo le cose per domani e poi a letto con un libro.
Perciò buonanotte e alla prossima.